La patria del morellino

“Il paese dall’aria buona”, così Scansano era chiamato nel periodo dell’esodo all’epoca della malaria in Maremma.

Ci sono varie teorie sull’origine del nome Scansano. Pare che derivi dal nome di Sant’Ansano appartenente alla nobile famiglia di Anicia, che lasciò traccia di sé nel territorio, prima di essere martorizzato. Per altri il nome deriva da una qualità di uva molto diffusa chiamata “scantiana” o da “Scantianum” per indicare un luogo ricco di vigneti. Altri ancora ritengono che Scansano derivi dall’Etrusco Scansn o da Scantius, espressione latina che significa “Selva naturale”

Scansano
Madonna della Grazie

La storia di Scansano viene identificata con quella della Maremma. I primi insediamenti risalgono all’età del Bronzo e ne sono testimonianza i ripostigli che sono stati scoperti lungo la valle dell’Albegna, tra Montemerano e Scansano.
I centri abitati di Giaccio Forte – PomonteMontorgiali e Murci sorsero durante il periodo Etrusco e iniziarono così a delineare il territorio di quello che sarebbe stato il comune di Scansano.

Alcuni scavi eseguiti dalla Sovrintendenza Archeologica della Toscana nel periodo che va dal 1972 al 1981 hanno portato alla luce un antico centro abitato databile tra il VI e il III secolo a.C. e successivamente a tale scoperta, gli abitanti del luogo hanno segnalato la presenza di oggetti in ceramica, statuette di bronzo, buccheri, una pietra lavorata con inscrizioni in lingua etrusca, tronchi di colonne, tegole e resti di utensili.

Nel 280 a.C. l’esercito Romano dilaga in Etruria e in questo periodo si assiste ad una vera e propria riorganizzazione dell’agricoltura tramite la formazione di grandi fattorie che hanno il compito di produrre per un mercato nazionale. I resti di alcune di queste ville possono ancora essere ammirati a Settefinestre, San Sisto, Civitella e Maliguardo.

L’invasione romana prepara l’avvento di una civiltà che fonda le proprie radici sul possesso della terra e nella forza delle armi. Così dalla villa romana si passa piano piano ai piccoli agglomerati rurali che si stringeranno sempre di più attorno ai castelli per difendersi dalle incursioni barbariche e tutelare la propria identità culturale.
Durante il Medioevo, in Maremma regna la Contea Aldobrandesca. Questi, nel secolo IX, ottengono il territorio che adesso corrisponde alla provincia di Grosseto come feudo e pongono la loro sede in Roselle. Le scorrerie saracene fanno allontanare la popolazione dalle pianure per rifugiarsi sui colli, sui quali sorgono molti fortilizi come Marsiliana, Manciano, Scansano, Pereta e Magliano, che costituiscono la più immediata linea di difesa a ridosso delle vallate solcate dai fiumi Ombrone e Albegna.

Scansano
Il Panorama

Con il tempo il paesaggio cambia ancora e si formano ovunque piccoli centri abitati con case addossate le une alle altre e in alto il castello.
L’abbandono delle campagne favorisce il diffondersi degli acquitrini e della malaria che tormenta la Maremma per tutto l’800. I terreni di cui vantavano gli Etruschi lasciano il posto al pascolo o addirittura alle paludi e l’agricoltura si impoverisce sempre di più.

Gli Aldobrandeschi, di fronte a questo degrado, si vedono costretti a trasferire altrove la loro sede e si spostano a Sovana e a Santa Fiora.
Il Castello di Scansano nasce intorno all’anno Mille e grazie alla sua posizione costituisce una fortezza terribile. Il centro abitato si estende rapidamente, occupando la parte sud dove sorgono la Chiesa e il palazzo Pretorio. A Nord, verso la porta di accesso, si sviluppano le botteghe artigiane e i magazzini per la conservazione delle derrate alimentari.
Agli inizi del 1300 Senesi sottomettono Grosseto e iniziano a smantellare tutti i castelli Aldobrandeschi ordinando la distruzione del castello di Scansano e delle sue mura.
Nel 1439 Scansano, insieme a Poggioferro e Murci, entra a far parte della Contea di S.Fiora che nel frattempo è passata sotto il dominio degli Sforza.

La costituzione del libero comune conferisce alle contrade un volto del tutto nuovo. I castelli vengono abbandonati e le popolazioni si riuniscono nei borghi ed iniziano il dissodamento delle terre che i feudatari avevano abbandonato.Nei centri abitati sorgono botteghe artigiane e l’economia inizia a risalire. Nascono sui colli i primi vigneti e uliveti, i vecchi sentieri diventano strade più comode e nella campagna la vita si organizza in comunità agricole.

Il XIX porta a Scansano un grande risveglio economico grazie a numerose famiglie facoltose ed esperte nel settore agricolo, per cui nascono, in questo periodo, le prime case coloniche legate al rapporto mezzadrie.

Nel 1897 si conclude l’annuale trasferimento estivo dei più importanti uffici pubblici di Grosseto, passato alla storia come il periodo dell’Estatatura, durante il quale le famiglie ricche di Grosseto si trasferivano a Scansano per sfuggire alla malaria.
Durante le varie vicende l’abitato di Scansano si arricchisce di molti edifici pubblici come il Palazzo Pretorio, il Palazzo delle Podestà, la Tesoreria Comunicativa, il Monte dell’Abbondanza e la Casa dello Spedale.
I sentieri che collegavano Scansano al resto del territorio erano la strada dei Salaioli (così chiamata perché attraverso di essa passava il commercio del sale), la strada Marina proveniente da Talamone e la strada delle Collacchie. Fatta eccezione per la strada dei Salaioli, che arrivava proprio davanti alla porta di Scansano, le altre si congiungevano agli Olmi, la parte più suggestiva di Scansano. Qui anticamente sorse una chiesina detta Madonna degli Olmi che accoglieva il viandante di passaggio da queste terre.
L’aria salubre e la suggestività del luogo richiamarono molte famiglie nobili che, oltre a mettere a coltura le campagne, costruirono molti edifici eleganti con portali in pietra serena sui quali incidevano i propri stemmi gentilizi.

Lo sviluppo urbanistico di Scansano si può così sintetizzare: dal 1200 al 1500 si forma il centro storico che verrà definito dagli abitanti stessi “Il Dentro”, per il fatto di essere chiuso tra le vecchie mura. Dal 1600 al 1800 nasce “Il Borgo”.

La parte più antica di Scansano è, appunto, “Il Dentro”. Questo si raggruppa attorno al nucleo della “Corte” in cui un tempo sorgeva il Castello. Partendo dalla cinquecentesca Porta dell’Orologio che si affaccia sulla Piazza Garibaldi, l’antico abitato percorre la via Vittorio Emanuele II fino alla Chiesa di S.Giovanni Battista.

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